PRIMA GIORNATA NAZIONALE DI SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE DI DISABILI GRAVI E GRAVISSIMI
01 Feb 2007
PRIMA GIORNATA NAZIONALE DI SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE DI DISABILI GRAVI E GRAVISSIMI
di Katia Bellillo
1 febbraio 2007
Questo proposta di legge è un atto concreto per sostenere la famiglia.
Si parla tanto delle centralità della famiglia del suo ruolo primario nella società. Ma lo Stato investesolo l’1%delle risorse sulla famiglia, a fronte (solo per fare un esempio) del 3% della Francia, e ci si dimentica che le famiglie sono composte da persone che, in mancanza di interventi sociali dello stato, si assumono totalmente il carico delle cure.
Spinti da questa esigenza, abbiamo voluto iniziare dalle famiglie più disagiate e dove più faticoso diventa conciliare i tempi della vita lavorativa con quelli dedicati alla cura. Si prevede quindi l’equiparazione del lavoro di cura nei confronti di familiari disabili al 100% al lavoro usurante, disciplinato dal decreto legislativo n. 374del 1993. Un solo articolo che aggiunge alla allegata Tabella A della legge che il lavoro di cura ed assistenza a familiari invalidi al 100% rientra tra i lavori usuranti.
La connotazione di gravità viene definita dall’articolo 3 comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Si rivolge al coniuge e al parente entro il 2° grado in assenza o impossibilità del genitore e l’opportunità viene offerta ad un solo genitore. Dovrebbero usufruirne tutti i lavoratori pubblici, privati o autonomi. La legge dovrebbe prevedere, oltre all’aumento della contribuzione, anche l’abbassamento dell’età pensionabile per il periodo durante il quale si è stati esposti all’usura, nascita del figlio disabile o evento traumatico che provoca la inabilità.
Ovviamente è un punto di partenza: tutto è migliorabile, ma è un aspetto fra i tanti che deve sopportare questa tipologia di famiglia, molto specifico, concreto e soprattutto è raggiungibile in tempi relativamente brevi. Si tratta solo di circa 500.000 famiglie, e non tutte ne approfitteranno. Se queste famiglie decidessero per l’istituzionalizzazione i costi per lo Stato sarebbero sicuramente superiori. Le risorse dovrebbero essere allocate come quota spesa del fondo sociale. La legge offre un’opportunità, ma non obbliga nessuno a chiedere il pensionamento anticipato.
Il principio di fondo che sostiene il provvedimento sta tutto nell’idea che abbiamo dello sviluppo di un Paese, che non si può misurare solo con il PIL o conla produzione industriale, ma con le persone e il loro benessere, deve quindi garantire la libertà di ognuno. Dovere di uno Stato, e quindi dei governi, è di legare l’economia all’etica e alla giustizia sociale. La libertà individuale si garantisce non solo cancellando ogni tipo di discriminazione e impedendo coercizioni, ma anche attraverso l’attivazione di risorse, di interventi e di misure istituzionali per offrire a tutti le stesse opportunità, non è sufficiente quindi avere il diritto, ma anche le opportunità per esercitare concretamente quel diritto. Questo concetto è tutto dentro l’articolo 3 della Costituzione con l’intreccio previsto dal 2° e 3° comma fra diritti formali e diritti sostanziali. Le istituzioni devono operare affinché le persone, al di là delle loro specificità, abbiano le condizioni di poter essere o fare ciò che dà loro dignità di esseri umani.
Tutti hanno diritto di vivere una vita dignitosa, ma per vivere pienamente la propria esistenza non basta sopravvivere, bisogna riuscire ad esplicare le proprie potenzialità. I bisogni, le dipendenze, fanno parte della vita reale, ecco perché la società deve trovare le modalità per affrontarle, che siano compatibili col rispetto di sé di chi riceve e che non sfruttino chi presta le cure.
La politica deve investire sulle donne - di Maura Cossutta
10 Gen 2006
La politica deve investire sulle donne
di Maura Cossutta
10 gennaio 2006
Dopo i diritti dell’embrione, previsto e puntuale è arrivato l’attacco alla legge 194. E oggi sta già capitando quello che nessuno avrebbe neppure mai immaginato: picchetti di fedeli che davanti alle telecamere stazionano all’alba davanti agli ospedali dove si praticano le interruzioni di gravidanza, pregando per la vita e portando insieme alla croce libretti con fotografie a colori di feti alle varie settimane di gestazione. Siamo ormai già ben oltre la polemica contro la legge, siamo alla mobilitazione generale della crociata per la vita.
I danni dei campi elettromagnetici di Tullio Cardia
09 Nov 2005
I danni dei campi elettromagnetici
di Tullio Cardia
7 novembre 2005
Sembra scontato che i campi elettromagnetici facciano male, con conseguenze negative per la salute, che colpiscono particolarmente i bambini (leucemie) o gli adulti (tumori in generale); la paura è diffusa a tal punto che chiunque provi a dire qualcosa di diverso viene sospettato di essere emissario di qualche azienda elettrica o televisiva, o cointeressato economicamente al problema. Ma è giusto impostare la questione con la domanda “I campi elettromagnetici fanno bene o fanno male?", facendo venire il dubbio in chi ascolta?
Questa presa di posizione di ognuna e ognuno dei firmatari di questo appellocostituisce una precisaassunzione di responsabilità in difesa della legge sullatutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza. Tanto più è necessaria in questo tempo presente, in cui si propone ripetutamente una offensiva tutta ideologica, per il modo in cui si riparla di aborto, contro la legge 194. Noi partiamo dal riconoscimento che la legge 194 ha consentito alle donne innanzitutto e alla società italiana di liberarsi dalla piaga dell’aborto clandestino, di ridurre in modo significativo le interruzioni di gravidanza, di agire sulla prevenzione, di avviare serie politiche di tutela della maternità e di affermare l’autodeterminazione delle donne nella scelta di una maternità responsabile.
Stati Generali dell'Assistenza. Relazione di M. Cossutta
30 Set 2005
La relazione di Maura Cossutta
Convegno sullo stato sociale
Roma 30 settembre-1° ottobre 2005
“L’assistenza come dovere e come diritto” Abbiamo voluto costruire questo incontro perché riteniamo ce ne sia profondo bisogno. I temi dello stato sociale sono fondativi di un progetto politico e di una identità culturale. E’ terreno di scelte, fra modelli economici e sociali differenti, fra concezioni ideali, di principi e di valori che cercano di leggere e rappresentare la complessità delle trasformazioni dei nostri tempi. Riteniamo necessario discutere, perché oggi sentiamo l’urgenza e la responsabilità delle scelte e perché riteniamo che lo stato sociale debba stare al centro della proposta politica del centrosinistra.
Assunzioni ridotte per i disabili di Maura Cossutta
30 Mag 2005
Ridotte le opportunità di assunzione per i disabili
Interrogazione alla Camera di Maura Cossutta
Roma 30 maggio 2005
Sospendere immediatamente la circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali che modifica il computo delle quote di riserva per l’assunzione al lavoro delle persone disabili. E’ quanto chiede, con una interrogazione parlamentare rivolta ai Ministri del lavoro e della salute Maura Cossutta, responsabile nazionale “stato sociale” del Partito dei Comunisti Italiani. L’interrogazione nasce dalla modifica apportata, con la Circolare ministeriale del 21 febbraio 2005 al sistema di calcolo del numero obbligatorio dei disabili che devono essere assunti dalle aziende.
Fecondazione assistita. Il 12 e 13 giugno nessuno a casa! di Maura Cossutta
06 Mag 2005
Il 12 e 13 giugno nessuno a casa!*
di Maura Cossutta
6 maggio 2005
Si voterà non il 29 maggio, cioè l’ultima domenica utile per garantire al massimo la possibilità di partecipare al voto, ma il 12 giugno, cioè la domenica giusta per portare le famiglie al mare, in vacanza, con le scuole ormai chiuse. Una decisione politica, che appoggia spudoratamente i diktat della Conferenza Episcopale, cioè quel “partito dell’astensione” che è da tempo sceso in campo. L’obiettivo è dichiarato: far fallire, boicottare il referendum. La linea è decisa: nessun tentennamento, nessuna concessione, scontro duro, totale.
Abbiamo scelto di partire dalla sanità, in vista delle elezioni regionali, certamente per il "peso" che le politiche sanitarie hanno sui bilanci regionali, ma soprattutto perché riteniamo che questo tema sia fondativo di una identità culturale e di una progettualità politica, strategicamente alternative alle destre e che qui sta la "bussola" per le scelte dell'oggi e di quelle future. La sanità è al centro di uno scontro epocale tra le forze della restaurazione e del progresso, in Italia, in Europa, nel mondo. Siamo di fronte al baratro, al rischio di non ritorno, ad un vero passaggio di fase, di trasformazione di sistema. Il Governo Berlusconi si accoda al progetto delle destre mondiali, di smantellamento dei sistemi pubblici di protezione sociale, di privatizzazioni selvagge, per un mercato dei servizi alla persona che lascia l'intervento dello Stato sempre più residuale, minimo: tagli alla spesa sociale e totale deregulation. L'Europa oscilla. Il modello di welfare europeo, che è stato la più grande costruzione sociale del '900, è stato messo pesantemente in discussione nei decenni trascorsi, sotto l'incalzare delle politiche liberiste e delle politiche restrittrici di contenimento del debito pubblico. Processi di revisione sono iniziati a partire dalla drastica riduzione della spesa pubblica, che nel nostro paese ha avuto picchi di eccellenza. Ala fine degli anni '90 le tendenze si sono invertite, ma permangono ambivalenze, spinte centrifughe ai sistemi universalistici, che privilegiano per esempio le agevolazioni fiscali della domanda privata rispetto al rilancio della spesa pubblica, che restano condizionate dagli interessi economici di profitto delle industrie della salute. La Costituzione europea è processo faticoso, tanto difficile quanto ineludibile ma è questo oggi il contesto in cui esprimere la nostra capacità progettuale, di analisi e di proposta. E di lotta. E' attualissima, per esempio, la forte protesta che le organizzazioni sindacali europee hanno manifestato contro la cosiddetta "direttiva Bolkestein" sui servizi del mercato interno. E' questo un passaggio oscuro, che rischia di minare le basi fondative del modello sociale europeo e più in generale proprio dei sistemi di welfare. E' un pericoloso allineamento con le logiche liberiste, dell'accordo generale sul commercio e sui servizi. Vogliamo oggi discutere anche di questo, perché riteniamo inscindibile il nesso tra tutela dei diritti dei lavoratori e sistemi di welfare, tra difesa dei beni comuni (come l'acqua, il suolo, l'educazione, la protezione sociale) e i modelli istituzionali di riferimento, tra produzione e riproduzione sociale. Riteniamo che il trattato di costituzione europea sia condizione necessaria per la costruzione di un'Europa politica e sociale, baluardo e alternativa rispetto al modello americano, al mondo unipolare a comando statunitense, ma riteniamo altresì che l'allargamento non debba divenire strumento di dumping sociale, trasformando di fatto il processo di unificazione europea soltanto in unione di mercati.